mercoledì 26 novembre 2008

torture

wislawa szymborska

torture

nulla è cambiato.

il corpo è suscettibile al dolore

deve mangiare respirare e dormire

ha pelle sottile e subito sotto sangue

ha una buona riserva di denti e di unghie

ossa rompibili e giunture estensibili

nelle torture di tutto ciò si tiene conto.

nulla è cambiato.

i! corpo trema come tremava

prima della fondazione di roma e dopo

nel ventesimo secolo prima e dopo cristo

le torture sono così da sempre

solo la terra è cresciuta di meno

e qualunque cosa accade

sembra giusta dall'altra parte del muro.

nulla è cambiato c'è soltanto più gente

oltre le vecchie offese ne compaiono di nuove

reali immaginarie temporanee e inesistenti

ma il grido con cui il corpo risponde loro

era è e sarà un grido di innocenza

secondo eterni registri e misure

nulla è cambiato

se non forse i modi le cerimonie le danze

anche se !l gesto delle mani

che proteggono il capo

è rimasto lo stesso.

il corpo si torce dimena e divincola

le gambe cedono cade le ginocchia in aria

livido gonfio sbava e sanguina.

nulla è cambiato tranne i confini

la linea dei boschi litorali deserti e ghiacciai.

tra questi scenari l'anima (animula vagula blandula) vaga

sparisce ritorna si fa più vicina si allontana

estranea a sè stessa elusiva

ora certa ora incerta del proprio esistere

mentre il corpo c'è e c'è e c'è

e non ha un posto suo

sabato 15 novembre 2008

CARMELO BENE: chrònos, aiòn e macchina attoriale

Intervista a Romeo Castellucci

Giancarlo Cauteruccio - Drammaturgie elettroniche

TransAzioni e transizioni

Cosa definisce un maschio e una femmina, quali caratteristiche sessuali si definiscono aberranti o convenzionali, e quali sono le relazioni di comparazione culturalmente definite, quali gli operatori logici e i dispositivi di normalizzazione socio-culturale che costruiscono il maschile ed il femminile? Nel discorso medico-chirurgico infatti pare esistere culturalmente una stretta corrispondenza tra genere e genitali, e dunque tra pene e maschilità, vagina e femminilità, nonché un unico e solo orientamento erotico-affettivo (quello eterosessuale) volti alla sessualizzazione funzionale forzosa degli individui. Non si tratta però di una corrispondenza statica, definitiva.ssere umani non significa solo rientrare in una delle due categorie di genere: l’intersessualità prova, insieme con il transgenderismo, quanto sia complesso e sfaccettato il genere.Forse il “problema” per intersessuali e transgender è divenire umani: ma questo processo intercetta la dimensione dell’essere riconosciuti tali. Non è un limite della diversità in sé.